Non posso tenere tutto sotto controllo, ma a volte sì.

Scusate la mia lunghissima assenza, ma questa sessione sta prendendo tutto il mio tempo e mi sta trascinando in un vortice più simile alla pazzia di quanto pensassi. Non è così male, niente di traumatico, ma ho davvero una mole di lavoro fuori dai limiti umani pensabili e troppo poco tempo.

Oggi voglio parlarvi di qualcosa di cui ho fatto esperienza personalmente: sapere controllare la propria vita. Detto così sembra un po’ astratto, quindi mi spiego meglio: ho constatato che non sempre possiamo avere il pieno controllo di ciò che ci circonda, ciò sta alla base (per fare un esempio) degli imprevisti; al tempo stesso, il rischio è quello di cullarsi troppo del fatto che non abbiamo le redini di tutto e farla diventare la nostra scusa per non trovare il coraggio di agire.

Personalmente, ho delle forti manie di controllo, cerco continuamente di avere una organizzazione, odio non avere piani e non sapere come dovere affrontare gli impegni; alterno però questi periodi a periodi in cui mi convinco che niente vada mai come penso e che tanto vale lasciarsi trasportare dalla corrente. E non è giusto nemmeno questo eccesso, ve lo assicuro.

Ci sono certe cose che possiamo controllare, tipo l’impegno che spendiamo verso qualcuno o qualcosa, la voglia con cui affrontiamo una giornata e la caparbietà nel continuare a provare. Può capitare di non raggiungere la vetta a causa di un inconveniente, ma ciò non deve convincerci che i nostri sforzi siano sempre inutili. La possibilità di un qualcosa che non dipende da noi che possa far cambiare i nostri piani non deve indurci a non fare nulla e aspettare, una vita in attesa del momento perfetto è una vita vissuta a metà, perché questo momento non esiste.

Scrivo tutto questo per la me del futuro, che ne avrà bisogno, e per tutti voi che siete arrivati fin qui per una serie di ragioni: credeteci, sempre. Non si abbandonano i sogni o i progetti solo perché sembrano distanti. Solo chi sa sognare in grande farà grandi cose.

Amo pensare ai grandi della tecnologia, come Bill Gates o Steve Jobs. Vi scrivo da un MacBook Air da un bel po’ di soldi, un gioiellino tecnologico, che oggi non sarebbe qui se un “pazzo” non avesse sognato ciò che ai tempi poteva sembrare qualcosa che non aveva speranze di diventare realtà. “Siate affamati, siate folli” (“Stay hungry, stay foolish“) è uno stile di vita, è un incitamento a guardare oltre i nostri orizzonti e superarli con la fantasia.

Da quando mi sono convinta che dopo una sconfitta esiste un nuovo tentativo e che non bisogna per forza fare tutto e subito, vivo in modo più sano. Mi sento più fortunata quando raggiungo un traguardo e aumenta la mia determinazione quando invece non riesco. Apprezzo ogni singola componente della mia vita e ciò mi porta a non buttarmi giù se un dettaglio non va come avevo programmato, lo uso come trampolino per riprovare con ancora più voglia di prima.

Il mio articolo di oggi è un discorso motivazionale rivolto a tutti i coloro che non si sentono abbastanza e che credono che ogni sconfitta sia un fallimento: siamo umani, non dobbiamo dimostrare niente a nessuno se non a noi stessi. Acquistate un atteggiamento positivo e inizierete a cambiare la vostra prospettiva in meglio!

Vi invito come sempre a dirmi la vostra nei commenti. A presto!

Lascia un commento