Influencer.

Bentornati! Oggi, come avrete notato, parleremo del mestiere di influencer. Più nello specifico, darò la mia visione personale sull’argomento, come sempre.

Chi ha avuto modo di leggere il mio blog, sa che la mia specialità sono le opinioni rigorosamente non richieste. Mi diverto a usare questo blog come una pagina di diario, una chiacchierata tra amici dove io espongo la mia opinione e voi avete la possibilità di rispondermi nella sezione commenti (che trovate in fondo ad ogni mio articolo; vi ricordo che esiste anche una sezione contatti!).

In questi giorni si è parlato tanto dell’Australia, le fiamme che divampano da molto tempo e che stanno distruggendo un ecosistema (vi lascio qui il link per le donazioni alla croce rossa australiana: https://www.redcross.org.au).

Una influencer americana (che si è resa nota al pubblico come “the naked philantropist“, la benefattrice nuda) ha deciso di mandare nudes (N.d.A: foto intime di nudo) a chiunque le avesse mandato in privato una prova attendibile che certificasse di aver donato almeno 10$ per sostenere i volontari che stanno combattendo le fiamme, raccogliendo in poco tempo circa 700mila $. Dopo che la sua casella dei messaggi privati è stata letteralmente intasata, pare che le abbiano bloccato il profilo Instagram, giustificando l’accaduto come una “violazione della politica sulle immagini pornografiche”.

Tutto ciò mi ha fatto molto riflettere. Intanto perché ha riscosso davvero tanto successo e anche perché, di conseguenza a questo successo, la cifra raccolta è stata davvero astronomica. Ciò mi riporta alla professione di questa ragazza, l’influencer, e a quanto lei e i suoi colleghi di tutto il modo siano davvero in grado di influenzare l’opinione pubblica. Questo è stato un caso positivo, per quanto i mezzi siano stati discutibili, ma non sempre è così.

Internet è un luogo frequentato da gente appartenente a qualsiasi età, sesso e ceto sociale e mi preoccupa davvero quanto vedere fare o dire qualcosa ad una persona “famosa”, riesca a spingerci a seguire i suoi consigli ed emularla. Anche la scelta dello stile, dei vestiti, dell’intero guardaroba ormai è condizionato da mode lanciate da influencer e fashion blogger.

Finché svolgono il loro lavoro, mostrano i frutti di collaborazioni, omaggi, sponsorizzazioni è tutto nei limiti del normale, fa parte del grande calderone che racchiude la pubblicità sotto qualsiasi forma; ma quando mostrano scorci della loro vita privata, dove fanno o dicono cose secondo il proprio modo di fare e di vivere, siamo davvero tutti capaci di distinguere questo dal loro lavoro vero e proprio? Siamo tutti in grado di capire fino a dove è sano emulare i nostri idoli?

Ho visto, non personalmente perché i nomi erano oscurati per privacy, Instagram stories di persone con un certo seguito che inquadravano il cruscotto della propria auto alla guida per far vedere quanto andavano veloce e ho visto gente imitarli. Camihawke (personalmente la adoro, andate a seguirla su Instagram: https://www.instagram.com/camihawke/), nata Camilla Boniardi, ne ha fatto una battaglia personale, invitando a segnalare queste persone e a far girare l’hashtag #noigstorieswhiledriving.

Sono totalmente “a favore” degli influencer, del loro mestiere e di questa possibilità di lavorare usando la popolarità sui social network. Non sono dalla parte di quelle persone che dicono “Faticassero come tutti gli altri!“, perché se fosse davvero semplice come molti dicono, faremmo tutti questo nella vita. Credo invece che sia difficile capire e studiare le strategie per ottenere un gran numero di followers (come di iscritti, nel caso degli YouTuber) e mantenerlo e stimo davvero chi è riuscito a farne una professione.

Ciò che mi preoccupa è l’influenza reale che queste persone hanno su noi “comuni mortali” e il momento in cui l’emulazione si spinge un po’ oltre, spingendoci a fare anche cose negative per la nostra salute. Non si tratta solo di ragazzini, l’esempio che ho fatto sopra è calzante: gente che guida ha almeno 18 anni, per cui è maggiorenne e dovrebbe essere in grado di discernere il bene dal male, se ritenuta idonea a condurre un veicolo. Inoltre, dovrebbe essere anche compito di questi personaggi pubblici quello di veicolare messaggi positivi e buone abitudini.

Fuori dai social possono pur sempre fare ciò che gli pare, non tutto ciò che fanno deve tramutarsi in qualcosa da condividere coi propri followers. Avere un grande seguito porta con sé delle responsabilità, tra cui (per mia personalissima opinione) anche quella di filtrare i propri contenuti e far passare solo ciò che dà il buon esempio, al di fuori di ciò che normalmente si sponsorizza per lavoro. Evitare l’invito al tabagismo, ad un consumo esagerato di alcool o droghe, al commettere azioni pericolose per la propria incolumità e per quella altrui dovrebbe far parte del vademecum di queste persone.

Detto questo, sono curiosa di sentire la vostra. Cosa ne pensate degli influencer? Ne seguite qualcuno in cui riponete particolare fiducia per le vostre scelte commerciali o per i messaggi che porta nei suoi contenuti? Fatemelo sapere con un commento qui sotto e non dimenticate di farmi sapere il vostro eventuale apprezzamento lasciandomi un like. A presto!

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