Il mio primo articolo

Mi chiamo G., ho 19 anni e sono nata e cresciuta in Italia.

Ho aperto un blog come ultimo tentativo disperato di capire qualcosa della mia vita. Non so nemmeno come si porta avanti un blog, al di fuori di Tumblr, e non so se questo progetto avrà un fine o sarà l’ennesima cosa che inizio e non porto a termine.

Ho la brutta abitudine di dare anima e corpo a qualcosa fino a che non mi stanco, mi lascio prendere dalla voglia di non fare nulla e allora mollo tutto. Prendiamo Tumblr, no? Avevo quasi 900 lettori e l’ho mollato di botto nel 2017, scelta atroce.

Atroce perché mi manca da morire il senso di appagamento che provo nel confrontarmi con delle persone che sono lì per me, per starmi vicine, per supportarmi. Atroce perché ho rinunciato al mio blog a causa di una persona che oggi non significa più niente per me, ma a prescindere non avrebbe dovuto condizionarmi la vita.

Mi piace la parola “atroce”. Riesce a rendere bene l’orrore che provo nei confronti di alcune parti del mio carattere: il mio masochismo in certi casi è atroce, i miei capelli quando mi alzo dal letto sono atroci, quando penso troppo il mio mal di testa è atroce, il numero di cose che dovrei studiare è atroce perché il mio procrastinare ha toccato limiti atroci.

Eppure non ero così; prima avevo un compito e andavo da A a B direttamente, senza inutili congetture. Ora prima di arrivare a B, chissà quante A1, A2, A4, A458 devo visitare con la mente. I viaggi mentali hanno di buono che sono gratis e sono in grado di portarti ovunque con un minimo dispendio di energie; la cosa negativa è che a volte non li controlli tu, è come stare a bordo di un’auto lanciata a 200 all’ora verso un precipizio. E tu sei sul sedile passeggero, legato al sedile passeggero, con gli occhi sbarrati.

Ma torniamo a noi. Sono nata nel 2000, ciò mi rende parte integrante della cosiddetta Generazione Z no? Peccato che ho il cuore nell’Ottocento e la mente nel 3000. Siamo una generazione così strana noi “giovani di oggi”. Scriviamo migliaia di sms ed email e nessuna lettera, guardiamo i film e non leggiamo i libri, abbiamo il mondo nelle mani ma non lo sappiamo usare, ascoltiamo canzoni in inglese e non sappiamo la grammatica italiana.

E’ come dare una pistola carica ad un bambino e pretendere che non faccia male a nessuno…anzi: è come dare ad un bambino il pulsante per far detonare un arsenale nucleare e pretendere che sopravviviamo per più di cinque secondi. Utopia, mera utopia. Non si può osannare il progresso e nascondere sotto un tappeto la distruzione che lo accompagna.

Vorrei solo dimostrare a me stessa che non siamo tutti così, c’è qualcuno che ancora sa ciò che dice e come lo dice. In questo blog tratterò diversi argomenti, temi d’attualità, commenti di opere d’arte, riflessioni sui miei studi, commenti sugli scandali di tutti i giorni e pensieri personali. Spero di portare avanti una controcultura, dei valori nuovi ripresi dai vecchi, l’importanza di qualcosa di diverso dalla moda e dai social, su una piattaforma aggiornata dal web.

Vi ringrazio per aver letto questo flusso di coscienza. A presto!

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