Oggi parliamo di un argomento che mi sta particolarmente a cuore: il femminismo.
Mi sta a cuore perché credo che nel 2019 sia un argomento messo un po’ sulla bocca di tutti, uomo donna o bambino che tu sia (scusate se non elenco tutti i generi possibili, è solo pigrizia), di cui però pochissimi sanno realmente le radici.
Il femminismo nasce come movimento in parallelo con la Rivoluzione Francese; mentre tutti combattevano per avere riconosciuto il minimo indispensabile e nel 1789 nasceva la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, due anni dopo Olympe de Gouges sosteneva la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina. Un anno dopo, nel 1792, in Inghilterra, Mary Wollstonecraft (la mamma di Mary Shelley, che diventerà l’autrice di Frankenstein, per intenderci) scriveva Rivendicazione dei diritti della donna.
Ciò che interessava alle donne di quel periodo era rendere noto agli uomini che anche loro volevano e dovevano essere considerate parte integrante dell’economia familiare, volevano fare ciò che era permesso agli uomini, perché possedere una vagina non era un requisito invalidante né una caratteristica che poteva farle catalogare come inferiori. La conquista massima era il rispetto, il fine ultimo (perché il più difficile da ottenere sul piano istituzionale) era inizialmente il diritto al voto.
Dopo le prime conquiste, la lotta al patriarcato, il femminismo lesbico, la lotta al sessismo (pagine di storia che chiunque dotato di una buona connessione internet può apprendere, c’è un riassunto niente male su Wikipedia), facciamo un salto ai giorni nostri.
Cosa è oggi il femminismo?
Vi dirò, unpopular opinion: try to change my mind, che oggi a me sembra tutto tranne che una nobile lotta per la parità. Vedo masse agguerrite scendere in piazza a insultare gli uomini, a chiamarli tutti stupratori e misogini. E’ vero che una grossa fetta del mondo maschile ritiene ancora che le donne siano inferiori, ma non possiamo reagire come se fosse la totalità a pensarla così, perché non saremmo migliori di loro. Leggo commenti di donne sotto post di uomini uccisi/sfregiati in vario modo che osannano le carnefici solo perché donne, le giustificano perché qualcosa deve essere successo per reagire in tal modo (come se una donna non potesse commettere deliberatamente un omicidio; anche questa, se messa così, è una discriminazione). E queste donne si autoproclamano femministe, mentre degradano la dignità di altri esseri umani.
Sostenere le donne non significa screditare gli uomini. Le donne non sono meglio degli uomini. Uomini e donne sono e devono essere riconosciuti come pari. Devono avere accesso agli stessi mestieri, non devono essere ingabbiati nei ruoli che la società gli impone, devono avere libera scelta e le stesse possibilità. Le donne devono percepire gli stessi salari degli uomini, gli uomini devono poter stare in congedo parentale gli stessi giorni delle donne. Le donne possono pensare alla carriera, gli uomini possono stare a casa a badare ai figli. La donna può cambiare una lampadina o sistemare un lavandino che perde e l’uomo può dare da mangiare ai bambini o fare il bucato.
Non esiste un lavoro da uomini, non esiste un atteggiamento da femminuccia. Anche una donna può essere una spezzacuori, anche un uomo può essere sensibile. Anche una donna può essere galante, può portare fuori il suo uomo e può offrirgli una cena. La donna può pagare il conto, può tenere la porta al proprio uomo. Un uomo può piangere, può sentirsi debole, può cercare conforto nella propria donna. Un uomo può saper cucinare meglio di una donna. Una donna può saper guidare meglio di uomo.
Essere uomo o donna è una questione di cromosomi (lo sapete, no? XX per le donne, XY per gli uomini. La ventitreesima coppia, solo una, contro altre 22 coppie che codificano altri milioni di informazioni) . Nasciamo dall’unione di un uomo e di una donna (o comunque da una componente prettamente maschile ed una prettamente femminile che si uniscono): nessuno di noi esisterebbe se due esseri umani di sesso diverso non avessero dato ciascuno un contributo per generare una nuova vita. Secondo me, già questo è più che sufficiente e basta per comprendere che nessun genere è superiore all’altro.
Tutto questo casino per dirvi di riflettere sul significato di femminismo, non farlo cadere nell’ignoranza, lottare sempre per la PARITA’ (non per la superiorità, perché non esiste) ed essere sempre tolleranti verso il prossimo (maschio/femmina/altro che sia).
Grazie mille per aver dedicato del tempo alla mia lettura, a presto!
